CARTILAGINE ARTICOLARE DEL GINOCCHIO

La cartilagine di pertinenza delle diartrosi è la IALINA  di particolare  consistenza per la ricchezza in condroitinsolfato e acido ialuronico che ne assicurano la idratazione.La cartilagine articolare manca di irrorazione vascolare, di innervazione e di rete linfatica  per cui è facile intuire che quando si degenera o si lede non puo' ripararsi o rigenerarsi spontaneamente.Le lesioni della cartilagine articolare del ginocchio si possono riscontrare accidentalmente durante un intervento in artroscopia sui menischi o sui legamenti magari rimaste silenti e asintomatiche per molto tempo.
Il Sistema di Classificazione per valutare lo stato della Cartilagine è quello di OUTERBRIDGER :
Grado 1 :superfice tumefatta e morbida
Grado 2 :superfice fissurata e misura meno di 1 cm
Grado 3 :solchi profondi fino all'osso subcondrale e misurano piu' di 1 cm
Grado 4 :l'osso subcondrale è esposto
La RMN o risonanza magnetica puo' diagnosticare solo le lesioni piu' gravi.

Trattamento Incruento
Prevede l'uso di prodotti che incrementano la viscosità intrarticolare per via infiltrativa e di condroprotettori  per via orale che però danno solo un miglioramento temporaneo della sintomatologia dolorosa.

Scelte Chirurgiche
Debridement artroscopico: rimuove i detriti e stabilizza i lembi delle lesioni e migliora temporaneamente i sintomi
Condroabrasioni: abrasione superficiale per creare una risposta vascolare con formazione di cartilagine ialina di tipo 2 e quindi di fibrocartilagine meno resistente e duratura nel tempo rispetto alla ialina.
Perforazioni sec. Pride e Microfratture sec. Steadman: praticate in artroscopia e creano una comunicazione con l'osso subcondrale vascolarizzato.
Impianto Autologo di Condrociti: prelievo di cellule cartilaginee  da sede integra dello stesso ginocchio con una artroscopia  e dopo coltivazione in coltura si procede a reimpianto, con altro intervento, questa volta in artrotomia, in tempi successivi, applicando i nuovi condrociti sotto un lembo periostale prelevato dall'osso della tibia  oppure veicolati da  scaffolds-carriers che devono essere biocompatibili e biodegradabili e servono a trattenere fisicamente i condrociti nella zona da riparare e quindi migliorare l'attecchimento. Tecnica indicata in giovani adulti (20-50 anni) con lesioni superiori a 2 cm.
Plastica a Mosaico di Hangody: trattasi di innesti autologhi a cilindretti prelevati dallo stesso ginocchio del paziente con il rischio di morbilità della sede del prelievo.

La fase di Proliferazione dura da 1 a 3 mesi, quella di  Ricostruzione dura da 3 a 6 mesi e quella di Maturazione e Rafforzamento da 6 a 12 mesi.

Linee guida per la Riabilitazione

Tutte queste procedure richiedono un carico protetto o divieto di carico assoluto da 1 a 3 mesi con utilizzo di mobilizzazione passiva continua (KINETEK o CPM) e ritorno alle attività lavorative pesanti e all'attività sportiva dopo almeno 1 anno.

 
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