Le patologie pigmentarie della pelle sono identificate generalmente con i nevi (nei). Formazioni tondeggianti nella maggior parte dei casi ma ritrovabili anche in altre fogge, di dimensioni variabili da 03-05 cm, fino a dimensioni di vari centimetri di diametro nelle forme generalmente congenite , popolarmente conosciute sottoforma di “voglie”.
Da un’osservazione superficiale i nevi sembrano tutti uguali, almeno apparentemente ed in linea di massima ciò che salta agli occhi sono le differenze cromatiche,dei contorni o della rilevatezza degli stessi.
Campagne preestive di conoscenza e prevenzione pubbliche e private, mettono a disposizione dell’utenza gli specialisti dermatologi utili a dirimere dubbi, incertezze, paure o semplici curiosità di natura estetica collegati alla presenza di uno o più nevi.
Il Medico di Famiglia, spesso mette sulla buona strada per promuovere un più specialistico approfondimento.
L’evoluzione di un nevo è varia, ma generalmente è molto lenta, almeno nelle forme più benigne, ma il controllo periodico di un certo numero di nevi, anche se apparentemente ravvicinato nel tempo , permette di difendersi da spiacevoli e spesso tardive sorprese.
I nevi sono costituiti da raccolte ( nidi) di cellule pigmentate che a seconda della profondità di localizzazione danno variazioni di colorito del nevo visibile ad occhio nudo.
Le tonalità variano dal color nocciola, al marrone bruciato fino al nero con sfumature bluastre nelle forme più esasperate e maligne.
L’evoluzione rapida di una formazione nevica è sempre degna d’attenzione e controllo, come i cambiamenti cromatici o i bordi dello stesso, la cui irregolarità non è sempre indice di malignità.
Sono molti i parametri da controllare in un’osservazione nevica e l’utilizzo di diagnostica strumentale (dermatoscopio portatile o dermatoscopio computerizzato) permette di osservare più da vicino il nevo lasciando solo all’esame istologico, effettuabile dopo l’asportazione, l’ultima e definitiva parola.
Il controllo attraverso l’epiluminescenza (dermatoscopia) permette quindi di differenziare i vari tipi di nevi solo da un punto di vista morfologico, non istologico inteso in senso microscopico, lasciando quindi sempre una quota d’incertezza nel referto finale.
Un tempo la diagnostica era pressocchè inesistente e solo l’ausilio dell’esperienza o delle lenti di ingrandimento davano risposte che spesso non corrispondevano alla realtà clinica.
L’avvento dell’epiluminescenza ha permesso di poter differenziare,nell’ambito delle lesioni pigmentarie, ciò che è assolutamente necessario asportare, da ciò che è meritevole di controllo a distanza o da ciò che può essere asportato solo per soggettive esigenze estetiche.
Il nevo ha ormai perduto nei secoli il carattere frivolo ed invitante che ha ricoperto nel XV e XVI secolo, periodo in cui le donne si inventavano o disegnavano sul volto formazioni neviche che avevano solo civettuole esigenze estetiche.
Solo nel XX secolo si è scoperto, spesso tardivamente ciò che questa, apparentemente innocua raccolta di cellule, nasconde prognosticamente.
I nevi, soprattutto quelli esposti a radiazioni solari risentono negativamente di tali “insulti”in quanto i raggi modificano negativamente lo sviluppo di tali cellule.
Ecco perché correttamente i controlli preventivi sono effettuati in periodo preestivo al fine d’individuare alterazioni delle formazioni neviche che potrebbero risentire negativamente dei prolungati raggi solari estivi.
L’informazione oggi sta facendo presa sulla coscienza dei pazienti e dei medici di famiglia che sono promotori di controlli periodici.
La loro presenza è completamente asintomatica anche nelle forme d’esasperato avanzamento maligno.
Alla luce di quanto segnalato, quindi, operare un autoesame, nel privato e comodo della propria abitazione, individuando ciò che alimenta dubbi o perplessità e farne oggetto di controllo specialistico senza tema di essere particolarmente allarmisti.
Il timore d’essere affetti da un nevo dubbio non permette una vita serena, al punto da rassegnarsi ad asportarlo anche se non ve ne sono le indicazioni, pur di riacquistare un discreto benessere psichico.

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