ACNE

Con la parola ACNE ( dal greco acmè = punta) s’identifica una patologia cutanea che interessa nella maggior parte la popolazione giovanile tra i 18 ed i 24-25 anni, ma può riscontrarsi anche in più ridotte percentuali di persone, con età superiore a quella surriportata ed insorgente per cause differenti.
La causa  che determina maggiormente un quadro acneico è il sebo cutaneo che interessa  le zone prevalentemente del viso rappresentate dalla fronte con particolare concentrazione sulla zona intersopracigliare , a scendere i solchi naso genieni, le regioni zigomatiche, il mento.
Interessamenti  in altre localizzazioni li ritroviamo soprattutto negli uomini nella zona medio sternale, interscapolare del dorso e sul cuoio capelluto a carico di entrambi i sessi.
Il sebo cutaneo costituito da trigliceridi che vengono trasformati in acidi grassi liberi dal Corinebacterium Acnes, è prodotto dalle ghiandole sebacee che hanno anatomicamente una disposizione a carico delle sedi suddescritte e viene distribuito su tali zone attraverso l’involontario passaggio delle mani o vestiario determinando l’untuosità ormai facilmente riconoscibile con l’aspetto “lucido” soprattutto a carico del viso.
L’ostruzione da parte degli infundibuli di fuoriuscita delle suddette ghiandole sebacee da parte di un’eccessiva  quota di sebo determina l’ingolfamento degli stessi con rigonfiamento fino alla rottura intradermica dei follicoli pilosebacei e la chemiotassi ( reclutamento) di cellule appartenenti alla serie bianca ( globuli bianchi) con la formazione di materiale purulento (pus) caratterizzato dalla “punta bianca” sul foruncolo acneico che generalmente viene schiacciato tra due dita in vicinanza di uno specchio.
La rottura di tali formazioni da parte del paziente se apparentemente determina un miglioramento della situazione estetica in quanto il pus potrebbe essere associato a varie e non sempre gradevoli considerazioni, esita in macchie discromiche in quanto nella zona interessata dal sia pur minimo traumatismo si deposita pigmento ematico che anche dopo il suo riassorbimento lascia residui colorati che danno quella colorazione brunastra caratteristica.
In età giovanile gli ormoni androgeni stimolano l’attività delle ghiandole sebacee e nei soggetti tendenzialmente più esposti alla patologia acneica vi è una più elevata risposta agli stimoli ormonali.
Gli acidi grassi liberi in considerazione della presenza di una particolare predisposizione, tipica dei soggetti acneici spingono l’epitelio ad un marcato aumento dello strato più superficiale della cute ( cheratinizzazione) determinando quell’aspetto micro desquamante caratteristico dei soggetti acneico-seborroici.
Le tre lesioni caratteristiche dell’acne sono le papule, i comedoni e le pustole.
Quando tutte e tre le suddette lesioni sono presenti, il quadro acneico assume le sue peculiari caratteristiche ed anche il quadro clinico è facilmente riconoscibile.
Non sempre, soprattutto nella fase iniziale, questi aspetti sono presenti con una maggiore rappresentazione di papule ( foruncoli rossi) piuttosto che di pustole ( foruncoli con la punta bianca) o comedoni, ma è proprio in questa fase che l’intervento di una terapia mirata può ridurre l’evoluzione del quadro acneico.
A stimolare l’iperincrezione ormonale con successiva stimolazione delle ghiandole sebacee incidono molti fattori, ricollegati non solo all’età adolescenziale, ma anche alla familiarità seborroica della famiglia, alla vita sociale del soggetto, al carattere ed in ultimo all’alimentazione, anche se quest’ultimo fattore gioca un ruolo statisticamente poco incisivo sulla formazione delle lesioni acneiche.
Il viso è la zona del corpo più interessata in entrambi i sessi con maggior interessamento a carico della fronte, dei lati del naso (solchi naso genieni) dove tende a raccogliersi maggiormente il sebo cutaneo che più difficilmente una distratta o assente pulizia può asportare, le regioni zigomatiche, il mento e nelle forme più tardive o appannaggio del sesso femminile post adolescenziale, le zone sotto mandibolari o del collo.
Negli uomini anche la regione nucale, il tronco con maggior interessamento a carico della regione sternale o la regione interscapolare, in quanto sedi ricche di ghiandole sebacee possono essere interessate dal quadro acneico.
La patologia in sé non è accompagnata da particolare sintomatologia tale da allarmare il  soggetto, se non da risvolti estetici, che nonostante siano conosciuti e riferibili ad una patologia nota, creano un discreto imbarazzo sociale con riflessi psicologici che accentuano il quadro basale.
L’età adolescenziale è la più colpita perché i fattori incidenti surriportati sono maggiormente rappresentati e quindi statisticamente possono determinare con maggior percentuale il quadro acneico.
Sul viso le lesioni si possono trovare in differente aspetto evolutivo (cielo stellato) sia sottoforma di manifestazioni inizialmente infiammatorie, sia con quadri papulosi in via di trasformazione pustolosa, sia sottoforma di pustole conclamate o con l’irregolare distribuzione di comedoni aperti (punti neri) o di comedoni chiusi facilmente differenziabili soprattutto in quanto caratterizzati da minute rilevatezze cutanee di colorito chiaro.
I comedoni aperti rappresentati dalla classica punta nerastra che spesso sono asportati attraverso la spremitura tra le dita invece, sono caratterizzati dallo sbocco esterno dell’infundibolo ghiandolare dal quale fuoriesce uno zaffo biancastro di sebo la cui porzione più esterna assume un colorito decisamente più scuro per l’ossidazione e la mescolanza con il sebo di smog o cellule epiteliali di sfaldamento.
Accanto ai quadri surriportati si possono riscontrare aspetti decisamente più impegnati caratterizzati da una massiccia quota di pustole o di papulo-pustole che oltre a costituire un risvolto decisamente inestetico possono essere alla base di quadri infettivi locali in quanto loci di minor resistenza locale all’insulto batterico.
L’esito di un fisiologico quadro acneico che mantiene le basilari caratteristiche surriportate è privo di risvolti estetici degni di nota, soprattutto se il paziente ha seguito le indicazioni dello specialista, non si è abbandonato alla fretta di guarire ,si è saputo accontentare gradualmente dei piccoli traguardi raggiunti e soprattutto ha evitato di intraprendere terapie fai da te sull’onda di suggerimenti di amici che presentavano apparentemente gli stessi quadri clinici.
L’acne, anche nella forma più ridotta ma insorgente su una costituzione seborroica abbisogna di un certo numero di mesi per ridurre il proprio quadro clinico, per cui la fretta, spesso accompagnata dall’ansia anticipatoria di risolvere il problema spesso lo accentua.
Non è ipotizzabile pensare di guarire l’acne in previsione di un prossimo impegno in cui la componente estetica gioca un ruolo importante.
Ciò non toglie che determinati tipi di acne più impegnativi possano lasciare alle soglie della stagione estiva delle cicatrici non gradite sulle quali specifici e mirati trattamenti  di medicina estetica possono risultare favorevoli a raggiungere traguardi più graditi.
In una diatesi seborroica e soprattutto in età adolescenziale la patologia acneica tende a ripresentarsi con una gradualità di manifestazioni che anno per anno di riducono fino a  scomparire quasi completamente intorno ai 25 anni.
E’ ovvio che tali dati non possono essere interpretati con matematica assolutezza in quanto la presenza dei fattori eziologici surriportati incide differentemente da soggetto a soggetto facendo sì che ogni caso possa essere valutato singolarmente a  giustificazione del fatto che l’acne del “vicino di casa” può essere più o meno incisiva della propria o del fatto che risponde meglio alle terapie.
Nei casi di acne tardiva, interessante soprattutto donne in età post adolescenziale ( oltre i 30 anni)  la componente ormonale piuttosto che quella stressogena gioca un ruolo particolare incidendo non solo sul tipo di lesioni ma anche sulla distribuzione soprattutto del viso che viene interessato nelle aree sottomandibolari e del collo, lasciando invece libere quelle della fronte, zigomatiche o dei lati del naso.
In questi casi un’azione terapeutica combinata tra il dermatologo ed il ginecologo o l’endocrinologo può raggiungere risultati favorevoli.
La terapia si divide in sistemica e topica.
Appannaggio della prima sono gli antibiotici orali nella grande maggioranza dei casi assunti a cicli differenziati a seconda dei protocolli che ogni specialista ha in uso e comunque interessanti tutto l’inverno.
A questi si possono associare prodotti a base di lievito di birra e fermenti lattici che hanno la funzione di regolarizzare la flora intestinale.   

Quale terapia topica si utilizza prodotti antinfiammatori locali, antibiotici topici, disinfettanti specifici , adapalene, acido retinoico, associazioni di acido salicilico che ha proprietà cheratolitiche con antibiotici o questi in associazione con benzoil perossido.
 
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